L’immersione in apnea


Nessuna attivita’ subacquea come l’immersione in apnea consente di udire la “voce” del mare. Il ritmico “brontolio” delle bolle che lasciano l’autorespiratore ad aria copre infatti ogni suono naturale del mondo sommerso ed accompagna il sommozzatore come il rombo del motore segue il pilota. L’immersione in apnea e’ una disciplina dal fascino unico, per la maggiore simbiosi che l’uomo raggiunge con il mare rispetto a quando utilizza l’autorespiratore. La permanenza sul fondo in apnea e’ determinata da vari fattori: la preparazione atletica, un allenamento specifico costante, la capacita’ polmonare, la frequenza cardiaca, il rilassamento mentale e fattori complementari come il training autogeno, alcune forme di tecnica yoga e l’attrezzatura subacquea. Sicuramente l’immersione in apnea ha un coefficiente di difficolta’ superiore anche se con problematiche diverse rispetto allo “scuba diving”. L’apneista non dispone, a differenza del sommozzatore, di consolle indicante la propria riserva di ossigeno e di accumulo di biossido di carbonio (CO2).

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